Ci sono foto che non vorrebbero essere mostrate, immagini che suscitano dolore e rabbia in chi ha un cuore. Evidentemente, invece, non ne aveva uno chi ha deciso di divertirsi seviziando questo micio. Un gatto, forse senza casa ma socievole, dal folto e morbido manto rosso.

Teatro di questa barbarie è viale Arno, quartiere Perrino di Brindisi. Antonella Brunetti del Nogez (nucleo operativo guardie ecozoofile) che in quella zona segue una colonia felina, il primo giorno del 2020 riceve una segnalazione. L’ennesima. C’è un gatto che giace sull’asfalto. Si precipita sul posto credendo di trovare un micio investito, com’ era successo tante volte. La scena però, stavolta, è ben diversa.

“Quando sono arrivata  – racconta – la coda era parallela al corpo del micio come fosse una reliquia. Non mi era mai successo di vedere una cosa del genere”. Eppure Antonella di crudeltà sugli animali ne ha già viste, purtroppo, tante. Troppe. Più volte si è rivolta alla Procura per denunciarle . I gatti, in particolare quelli che vivono nella colonia del cimitero locale, sono mal tollerati. “Nell’altra colonia che seguo – racconta – ho trovato petardi nelle ciotole. Per oltre 1 anno e mezzo, hanno distrutto le mangiatoie ed ho persino rinvenuto i croccantini impastati con del veleno“.

Oggi, l’ennesimo atto di crudeltà. Un’escalation di brutalità. La barbarie che si trasforma in ferocia umana. La coda del micio è stata, infatti, staccata di netto. Un taglio secco che fa pensare proprio alla potenza di una deflagrazione. A pochi passi dal felino, tre petardi  esplosi sembrano confermare questa tesi.

Probabilmente chi lo ucciso, inserendo un petardo laddove le immagini lasciano poco spazio alla fantasia, avrà riso divertito per quella che molti definiranno “semplicemente” una “bravata”. Non lo è ed è necessario utilizzare i vocaboli corretti. Togliere la vita in maniera volontaria ad un essere indifeso, per crudeltà, è un crimine, un reato penale. Ma non è solo questo. Viola anche ogni “legge” morale che dovrebbe accomunare tutti gli esseri umani. è l’aberrazione dell’umanità appunto. L’ennesimo reato ai danni di chi non ha forza per difendersi da solo, di chi non ha parole per denunciare.

Bisognerebbe alzare la guardia su chi commette gesti tanto spietati. Ricerche internazionali consolidate, così come denunciato anche da Link-Italia ,  è un indicatore di pericolosità sociale e come tale, non va sottovalutato. L’animale, spesso, è la prima vittima, il capro espiatorio di chi ha comportamenti antisociali che, nel tempo, possono sfociare in altri crimini. Sex offender, stalker, serial killer sono stati – spesso – protagonisti di maltrattamenti ai danni degli animali.

Immagini crudeli come quella di questo povero gatto dovrebbero, dunque, non solo indignare tutti ma preoccupare l’intera collettività. Per quanto riguarda questo assassinio, è stata informata la polizia locale nella speranza che possa essere rintracciato il responsabile di tale gesto. “Mi auguro che si proceda d’ufficio anche contro ignoti – conclude Antonella – perché è inaccettabile che si infierisca così su una creatura”. Perché se amare gli animali è una scelta, rispettarli è un dovere. Di tutti.

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