Alla fine è successo ciò che studiosi, animalisti e ambientalisti temevano: è scomparso un pulcino di fratino. Dopo il concerto di Jovanotti che si è tenuto il 10 luglio sul litorale di Rimini, a poche decine di metri dalla spiaggia libera dove avevano nidificato due coppie di questo piccolo uccello, si sono perse le tracce di uno dei 4 piccoli. 

Impossibile sapere cosa sia successo al pullo. Ciò che è certo, è che fino al tramonto del 9 luglio, ovvero il giorno precedente il concerto, i piccoli erano 4. Dalle 15 del giorno successivo, un pulcino non è più stato avvistato dagli esperti presenti. 

A metterlo nero su bianco è l’associazione ornitologi dell’Emilia Romagna (AsOER) che, unitamente Italia Nostra, Legambiente e Lipu, ha informato le autorità competenti ovvero Procura, Prefettura, Carabinieri Forestali , Ministero dell’ambiente, sindaci e assessori di riferimento del Comune di Rimini e di Riccione.

Un bilancio provvisorio, poiché i lavori per smontare il palco sul quale è andato in scena il Jova Beach Party, che ha richiamato 40mila spettatori, non sono ancora terminati e la spiaggia continua in queste ore ad essere battuta da un via vai di mezzi pesanti, come ruspe e piccoli trattori. 

L’intervista ad Alessio Farioli, vicepresidente di ASOER, associaizone ornitologi Emilia Romagna

Volontari ed esperti, si sono dati il cambio per tentare di tutelare questo piccolo uccello che vive sulle spiagge, mimetizzandosi tra la sabbia. Specie di interesse comunitario, il fratino nella nostra regione è presente con 30-40 coppie, un decimo della popolazione presente negli anni ’80.

Per tutelare questo volatile, è indispensabile proteggere le uova che vengono deposte tra la sabbia. Farlo a Rimini sarebbe semplice: basterebbe vietare l’accesso, sia alle persone che ai cani liberi ma anche ai mezzi motorizzati, dell’area strettamente interessata dai nidi per proteggerli. I volontari dell’associazione ornitologi dell’Emilia Romagna, da tempo chiedono amministratori di prendere misure in tal senso. Ne abbiamo parlato proprio con Asoer, ecco l’intervista completa.

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