Non si sa chi o cosa gli abbia strappato la coda. Ciò che è certo è che Codino, così è stato chiamato questo cucciolotto di 9 mesi, sarebbe probabilmente morto di setticemia per mancanza di cure se non fosse stato avvistato da una sensibile cittadina che non gli è rimasta indifferente.

Era lo scorso maggio quando è stato notato per la prima volta. Questo docile gattino vagava per un campo seminato, a pochi passi dall’arteria autostradale A14. Completamente zuppo di pioggia, al posto della lunga coda aveva un piccolo mozzicone completamente ricoperto di sangue. Le sue condizioni sono apparse immediatamente serie. Aveva solo una piccola porzione di coda che era, tuttavia, necessario amputare ulteriormente per bloccare l’infezione e permettere alla ferita di chiudersi.  Dopo un ciclo di antibiotici ed antinfiammatori, a 5 giorni dalla prima visita,  Codino è stato operato.

L’intervento è andato molto bene ma è stato solo il primo passo da compiere per questo affettuoso quattro zampe. Il grave trauma di cui è stato vittima, purtroppo, ha compromesso le funzionalità della vescica e del retto. A destare preoccupazione, è tuttavia la compromissione della prima poiché impone, attualmente, che il micio venga manipolato almeno 2 volte al giorno per liberare la vescica dall’urina. Una situazione, questa, che potrebbe anche essere passeggera. Spesso, infatti, i danni legati a traumi sono transitori e, con il tempo, gli animali riprendono il controllo di tutte le funzionalità.

Le veterinarie del centro “Motoria”, ambulatorio di Santarcangelo di Romagna specializzato in fisioterapia e riabilitazione, hanno constato che l’apparato urinario non ha perso i riflessi dunque la speranza è che, nei prossimi 5 mesi questo giovane micio possa tornare a fare pipì in maniera indipendente. Attualmente, le volontarie dell’associazione forlimpopolese “Qua la zampa” stanno facendo i turni per aiutarlo a liberare completamente la vescica due volte al giorno. Il sogno, tuttavia, è quello di trovare per lui una famiglia, una casa in cui poter avere una vita normale.

Il box di un rifugio non permette a questo Micio di vivere come dovrebbe. Non può essere, infatti, tenuto libero di girare per il gattile poiché, essendo molto ampio e ricco di spazi in cui nascondersi, si rischierebbe di non riuscire a trovarlo in tempo per le due manipolazioni giornaliere. Il Micio, dunque, è costretto a vivere in un serraglio e a guadare il mondo dalle sue grate. Si cerca, per questo, una famiglia speciale che gli regali una casa e con essa la vita di amore, libertà e affetto che merita. Per conoscere Codino oppure ricevere maggiori informazioni, contattare il 347 0496639 oppure 347 4159729. 

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