CESENA. Tra i volontari del canile c’è amarezza e preoccupazione per le sorti dei circa 60 cani attualmente ospitati all’interno della struttura. Il bando che, per come è stato strutturato, non ha permesso ad Acpa Odv (associazione cesenate protezione animali), di gareggiare senza l’appoggio di una cooperativa o altro soggetto economico, in molti punti fa pensare alle volontarie che il benessere dei cani non sia stato il primo pensiero durante la sua realizzazione.

Taglio dei fondi.

“La riduzione del budget di circa 50 mila euro – spiegano le volontarie – si tradurrà necessariamente in una riduzione del personale che, da 12 ore di presenza in struttura, dovrà garantire 6 ore di lavoro. Tradotto in termini pratici, ciò renderà impossibile somministrare il doppio pasto agli animali anziani o sofferenti, così come le terapie due volte al giorno, e comprimerà estremamente il tempo dedicato agli animali. Come si potrà garantire, dunque, lo stesso benessere psicofisico riducendo il personale e dimezzando la presenza in struttura? Il timore è che a farne le spese saranno i quattro zampe senza casa”.

I dati Acpa

Ciò che sembra certo, è che non sarà facile pareggiare – diminuendo risorse economiche e dunque umane – i dati che vanta l’associazione: 420 cani recuperati, oltre 130 quelli dati adozione, 12 ore al giorno di presenza in struttura, realizzazione di percorsi di recupero comportamentale per animali di difficile gestione, per un investimento di circa 10mila euro, completamente pagati dall’associazione. “In canile – assicura il consiglio direttivo della Odv – le spese del personale erano già state ottimizzate. Dal 2011 ad oggi, infatti, Acpa ha ridotto questa voce in bilancio, con un risparmio annuo medio di circa 33.000 euro. Mediamente ogni anno vengono recuperati sul territorio del comprensorio 420 cani mentre sono oltre 100 quelli che, nello stesso lasso di tempo, vengono dati in adozione. Tali adozioni si traducono in termini economici in un risparmio economico per il Comune che, per l’anno 2018, è quantificabile in 99mila euro. Se questi animali  fossero rimasti in canile per ulteriori 12 mesi, avrebbero inciso sul bilancio comunale per una cifra che schizza a 190.000 euro”.

La forza del volontariato

Numeri, questi, tutt’altro che scontati che non sono la normalità nemmeno nei canili limitrofi. Un risultato figlio di 24 anni di esperienza di Acpa all’interno del canile unitamente alla passione per gli animali, condivisa da tutto il personale del canile, nonché dall’impegno quotidiano dei volontari. Ciò ha portato, negli anni, a rendere la struttura sinonimo di buona gestione e di benessere dei cani presenti. Di pari passo all’attività all’interno del canile, Acpa è impegnata anche sul territorio. “Sono mediamente 30 i cani al di fuori del canile ai quali l’associazione trova casa in 1 anno evitando il loro ingresso in struttura. Trattandosi, nella maggioranza dei casi, di animali di persone in difficoltà con Isee basso, comporterebbero un’aggravamento sulle finanze del Comune di circa 54mila euro annui. Ci chiediamo come, una realtà guidata da interessi economici, possa sopperire all’importante lavoro – a costo zero – portata avanti dall’associazione e dai suoi volontari. Non è raro, infatti, che Acpa metta mano alle proprie finanze per finanziare progetti e attività all’interno del canile per rendere la vita dei cani in cerca di casa la migliore possibile. Se, ad esempio, educatori qualificati lavorano su cani con disturbi comportamentali, rendendoli spesso adottabili, è grazie ai fondi stanziati dall’associazione”. Un progetto, questo, che costa circa 800 euro al mese, quasi 10mila euro all’anno, che l’associazione ha pagato completamente di tasca propria per migliorare la vita dei cani e dare la possibilità di adozione a chi, senza il lavoro di personale competente, sarebbe condannato al canile a vita. 

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