Sarebbe probabilmente morto, ucciso dai calci e i pugni del suo padrone se il vicino non avesse immediatamente denunciato quelle percosse. Protagonista di questa terribile storia di violenza è un cane volpino, quattro zampe di piccola taglia, sul quale il proprietario, un 31enne di Montesilvano, in Abruzzo, sfogava la sua rabbia. Una violenza inaudita alla quale assiste il vicino di casa che mette la parola fine a questo orrore denunciando l’aguzzino.

I fatti risalgono al 2014 quando il vicino filma, attraverso la telecamera del proprio telefonino, le indicibile angherie perpetrate sull’animale: calci, pugni, feroci percosse. L’uomo sarebbe addirittura arrivato a sollevare il cagnolino per un orecchio e a scagliarlo violentemente contro la parete del balcone di casa.

Fortunatamente il vicino di casa ha la prontezza di dare l’allarme alle forze dell’ordine e di catturare la ferocia attraverso i frame di un video. Gli agenti del Corpo Forestale dello Stato intervengono tempestivamente e sequestrano il cane dando il via alle indagini che hanno portato alla condanna. L’ Enpa, ente nazionale protezione animali, si è costituito parte civile nel processo ed il cagnolino è stato affidato a persone amorevoli che si stanno prendendo cura di lui.

La crudeltà sugli animali è un crimine direttamente correlato alla violenza sulle persone. Già a partire dagli anni ’60, numerose ricerche di studiosi americani hanno accertato che chi commette atti di violenza sugli animali, è maggiormente a incline a replicare tali brutalità su vittime umane, in particolare donne e bambini, rispetto a chi non ha mai abusato degli animali.

Un motivo in più, qualora ci fosse bisogno di averne, per condannare queste inaccettabili crudeltà e contrastarle anche attraverso pene severe.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata